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DIRETTORE ARTISTICO

Domenico Scicchitano si è diplomato in Violino sotto la guida del M° Luigi De Filippi presso il Conservatorio "S. Giacomantonio" di Cosenza. Parallelamente ha seguito un percorso di studi in Violino Barocco con il M° Alessandro Ciccolini, laureandosi con lode e menzione. Ha studiato inoltre con Susanne Scholz presso la KUG di Graz in Austria. Suona anche la Viola.

 

Ha seguito vari corsi di perfezionamento e Masterclass in tutta Europa e collabora con varie orchestre e formazioni da camera. Ha all'attivo vari concerti in Italia e all'estero (Malta, Austria, etc.). È membro fondatore della Nuova Synapsis Ensemble con cui svolge un'intensa attività sul repertorio novecentesco italiano. È stato primo Violino di spalla in varie occasioni e ha suonato con molti direttori e solisti (Alessandro Ciccolini, Enrico Onofri, Alessandro Quarta, Toni Florio, Luigi De Filippi etc.).

 

La sua attività si basa su una continua ricerca filologica e musicologica attraverso le fonti storiche, ricercando sempre più un esaltante rapporto con il passato. Collabora attivamente con varie associazioni impegnandosi come direttore artistico e progettista, cercando di diffondere e promuovere iniziative culturalmente attive.


PROGRAMMA

Antonio Lucio Vivaldi (1678-1741)

Da Il Cimento dell’armonia e dell’inventione op.8

Violino Solista: Luigi De Filippi

 

  Concerto per Violino, Archi e Bc in Mi Maggiore, n.1 op.8 “La Primavera” Rv 269

(Allegro, Largo, Allegro)

 

Concerto per Violino, Archi e Bc in Sol Minore, n.2 op.8 “L’Estate” Rv 315

(Allegro non molto-Allegro, Adagio, Presto)

 

Concerto per Violino, Archi e Bc in Fa Maggiore, n.3 op.8 “L’Autunno” Rv 293

(Allegro, Adagio molto, Allegro)

 

Concerto per Violino, Archi e Bc in Fa minore, n.4 op.8 “L’Inverno” Rv 297

(Allegro non molto, Largo, Allegro)

 

- INTERVALLO -

 

Concerto per Archi in Sol Maggiore  RV 146

(Allegro, Andante, Presto)

 

Concerto per due Violini, Archi e Bc in Sol Maggiore Rv 516

(Allegro molto, Andante, Allegro)

[Luigi De Filippi I VI solista, Domenico Scicchitano II VI solista]

 

Francesco Geminiani (1687-1762)

Da 12 Concerti Grossi composti sopra la prima e la seconda parte dell’op. V di A. Corelli

 

Concerto Grosso n. 12, “La Follia”

[Luigi De Filippi I VI di Concertino, Domenico Scicchitano II VI di Concertino, Anna Camporini Vlc di Concertino]


NOTE DI SALA

Il “prete rosso” è stato il prodotto più estroso e rappresentativo di uno degli ambienti musicali più stimolanti in ogni tempo e latitudine: quello della repubblica Serenissima di Venezia nello scorcio tra XVII e XVIII secolo.

 

È difficile reperire brani che siano legati all’immaginario collettivo e al patrimonio sonoro innato della nostra cultura quanto lo sono i quattro concerti di apertura della raccolta Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione: i Concerti delle Stagioni. D’altronde è Carlo Goldoni stesso nella prefazione all’edizione delle sue commedie del 1761, a ricondurre la chiave del successo del suo concittadino, defunto ormai da vent’anni, alle composizioni «intitolate le quattro stagioni».

 

Da un punto di vista formale i quattro concerti, in ciascuno dei movimenti che li caratterizza, sono un esempio magistrale dell’arte vivaldiana del concerto solista.

 

Gli altri due lavori vivaldiani in programma non provengono invece da alcuna raccolta a stampa bensì da fonti manoscritte. Il Concerto per archi in Sol maggiore RV 146 dalla Sächsische Landesbibliothek di Dresda, ed è un esempio di concerto “ripieno”, ovvero senza un solista che si stacca dalla massa sonora degli archi.

 

Il Concerto per due violini, archi e basso continuo RV 516, dal Fondo Foà-Giordano della Biblioteca Nazionale di Torino, è un altro esempio della sapienza strumentale vivaldiana che assimila il protagonismo di un secondo violino solista al consueto rapporto solista-orchestra, costruendo nei tre movimenti un discorso che dal festante del motto iniziale, approccia al prezioso lirismo sentimentale del movimento lento, per arrivare all’agone non belligerante tra i due solisti dell’Allegro conclusivo.

 

Il programma si conclude con uno dei bassi ostinati più celebri della tradizione europea e un omaggio al fiore della scuola violinistica italiana del settecento presentando il Concerto grosso sopra “la Follia” di Francesco Geminiani, toscano, tra gli eredi ideali di Arcangelo Corelli. Proprio di una composizione del Corelli, “la Follia” per violino solo e basso continuo dalla immortale opera V del Maestro di Fusignano, il concerto grosso in questione è versione orchestrata nel dualismo gruppo di concertino - grosso tipico del genere che più di ogni altro contraddistinse la pratica strumentale italiana tra ‘600 e ‘700.

 

M° Domenico Passarelli